ARTIGIANATO VALDOSTANO

LE DIVERSE LAVORAZIONI ARTIGIANALI DEL LEGNO

La lavorazione del legno ha origini antichissime. In Valle d´Aosta, come in tutte le regioni che ne hanno disponibilità, la lavorazione del legno ha costituito la più importante delle attività artigianali.
L´artigianato valdostano - o arte pastorale valdostana - ha mantenuto attraverso i secoli una impronta tutta particolare, unica nel suo genere, dovuta anche alla posizione geografica della Valle d´Aosta ove fino a cento anni addietro, particolarmente nelle valli laterali, l´isolamento è stato piuttosto forte.
Questa impronta particolare dell´arte pastorale valdostana testimonia il carattere del suo popolo e ne costituisce un documento storico, della stessa importanza di quelli custoditi negli archivi.
Infatti le caratteristiche dell´artigianato valdostano conservano una particolare tipicità, una loro fisionomia, una loro personalità non riscontrabili in altre regioni alpine che pure hanno sviluppato un loro proprio artigianato. Notevole incremento si è avuto in questo settore grazie ai corsi annualmente organizzati per le diverse specialità: intaglio, scultura, tornitura, ecc. Numerose fiere e mostre dell´artigianato tipico vengono organizzate nelle diverse vallate per far conoscere i prodotti tradizionali del settore. Su tutte predomina la millenaria Fiera di Sant´Orso che si tiene in Aosta nel borgo omonimo, il 30 e 31 di gennaio, e che viene ripetuta in edizione estiva nel mese di agosto. 


Intaglio a punta di coltello:


Nel tempo passato, particolarmente nel periodo invernale, quando non era praticabile l´attività agricola o la pastorizia, il contadino diventava artigiano e dedicava il suo tempo, in casa o nella stalla, a creare oggetti domestici o strumenti per l´agricoltura. Soddisfatta questa esigenza, era naturale che l´artigiano sentisse ad un certo punto il desiderio di abbellire in qualche modo gli oggetti costruiti. Ecco quindi nascere, come prima espressione decorativa del legno, l´intaglio a punta di coltello.
Questa forma di artigianato costituisce una vera e propria arte decorativa che si esprime con una infinita serie di motivi, talvolta ripetuti, talaltra incrociati tra loro. Si ritrovano così date, croci, simboli religiosi, fiori, monogrammi, rosoni, stemmi,... che spesso testimoniano l´attaccamento alla famiglia, alla religiosità, e nel passato talvolta alla Chiesa o al Sovrano.
I primi segni tracciati sul legno furono certamente opera di persone di umili origini che non disponevano di strumenti evoluti.
Era pertanto naturale che il pastorello, mentre accudiva il gregge, decorasse il suo bastone con il solo mezzo di cui disponeva: un coltello. Analogamente il contadino che aveva costruito ciotole, cucchiai, piatti, sportelli, cofanetti, porte, ecc... tentava di abbellirli con uno strumento utilizzabile e disponibile: il coltello
Numerosi oggetti raccolti in musei o in collezioni private, testimoniano della semplicità e originalità di questa espressione d´arte pastorale che non manca, in molti casi, di poesia e delicata sensibilità. Nascono così oggetti che, seppure di uso comune, portano ciascuno un poco dell´anima e dei cuore del loro creatore, cosa non riscontrabile negli oggetti prodotti in serie.


La scultura:


La scultura è l´arte che primeggia nell´ambito della Millenaria fiera di S.Orso. Ha origini antiche, nei mesi invernali e di riposo, gli uomini scolpivano il legno per riprodurre la fauna dei boschi, gli animali domestici, si inventavano maschere o si scolpivano figure di santi. Durante i mesi piu caldi, gli uomini scendevano a valle, portandosi i loro oggetti, ricordo di un rigido inverno. Solitamente i legni usati erano quelli ricavati da alberi quali pino cembro, noce, castagno, acero, betulla e ciliegio. il legno era visto come un sostegno della vita quotidiana ma anche amico sincero, pronto a riscaldare durante le lunghe e rigide serate d´inverno, o ancora duro compagno nella stagione della semina e del raccolto che piagava le carni per poi addolcire la cucina con i suoi impareggiabili sapori, possibilmente inondati di un ottimo vino. 


La vannerie:


La Vannerie è il termine che indica la lavorazione di rami dell'albero e la tecnica di intreccio per la produzione di cestini, gerle ed altri oggetti.
Allora come adesso sono utilizzati, principalmente, i rami del salice e della vitalba che in Valle sono i più reperibili.


Lavorazione del cuoio:


Risale all´epoca romana la lavorazione del cuoio ed il suo fiorente sviluppo.
Nonostante si sia risaliti al periodo di appartenenza dei primi oggetti creati con questo materiale, rimangono pochi i reperti ritrovati nel corso dei secoli fino a giungere ai giorni nostri. Gli storici affermano tuttavia che il cuoio serviva per la realizzazione di bisacce, otri, borracce, zoccoli, cinture, cappelli, bretelle, collari per gli animali (dalle mucche ai cavalli, dagli asini ai cani) e via discorrendo.
La sua lavorazione risale ai tempi del dominio romano sula Valle. Dal medioevo ci giungono i primi documenti che testimoniano della presenza di artigiani calzolai associati in corporazioni. Ai nostri giorni, tale materiale è utilizzato per dare vita a zainetti, borse, cinture, portachiavi e portafogli, oltre ai tradizionali collari per il bestiame, finimenti per il cavallo e gli zoccoli con la suola in legno e la tomaia, per l´appunto, in cuoio, che i valdostani chiamanoSocques.
Ma sono i collari per campanacci la massima espressione della lavorazione del cuoio, vere opere d´arte che passano di padre in figlio e da Reina a Reina negli allevamenti valdostani.

La produzione tessile artigianale:

Se durante l´isolamento dei mesi invernali gli uomini dedicavano il loro tempo nella produzione di oggetti in legno (scultura ed intaglio), le donne affidavano alla creatività la produzione di tessuti, capi d´abbigliamento, lenzuola, tovaglie e tutto il necessario per l´arredo della casa.
Sono nati così i tessuti tradizionali della Valle d´Aosta come ad esempio:

• La teila de mèisùn tessuti in canapa della valle di Champorcher
• Le Drap tessuti in lana grezza della Valgrisenche
•   Les Dentelles pizzi lavorati al tombolo della valle di Cogne

Fonte:
Manuale di Intaglio su Legno a Punta di Coltello
Quinto Carmonini, Giovanni Verducci
Priuli e Verlucca Editori